Il futuro, le speranze di pace

La speranza di un futuro nasce dalla certezza del presente (L. Giussani).
Ogni bambino non può vivere il presente, e tantomeno il futuro, se è stritolato da un passato doloroso non elaborato, non rivisto, non espresso con l'aiuto di un adulto.
La possibilità di esprimere nella loro interezza i vissuti dolorosi e di comunicarli attraverso una relazione di fiducia con un altro essere umano consente di porre le basi per vivere e capire il compito a cui si è destinati.
Nella vita di un bambino questo compito delinea e prende una forma più precisa nel corso della sua evoluzione. Sempre più importante, quindi, il ruolo dell'adulto, ogni giorno al suo fianco.
Attraverso il disegno, il bambino esprime la speranza di un futuro migliore con immagini e tratti decisi. La casa, la scuola, la chiesa sono i luoghi che ricorrono spesso come testimonianza di voglia di protezione e sicurezza. Il gioco, la famiglia, il lavoro nei campi esprimono il desiderio di una vita normale nella comunità, colma di pace e di affetto. I libri di scuola, i quaderni, i vestiti svelano il bisogno di certezze, anche piccole, ma concrete. Il futuro più lontano, elaborato e più adulto, viene disegnato con grande creatività, a volte assolutamente inimmaginabile: vedersi protagonista in veste di pilota d'aereo, oppure alla guida di un trattore, in una regione, come quella del Nord Uganda, priva della più semplice tecnologia, implica una straordinaria capacità di sapersi proiettare nella vita del domani. E questa capacità degli ex bambini-soldato del Nord Uganda, sviluppata attraverso un rapporto educativo con un adulto, è la loro salvezza.