Emergenza educazione, il sostegno a distanza
In Nord Uganda un'intera generazione di bambini è cresciuta senza sapere cos'è la pace. Il loro quotidiano è stato segnato dal terrore della guerra che ha toccato la loro vita in ogni aspetto, impedendo l'accesso ai più elementari servizi, come la frequenza scolastica.
Education for all.
Educazione per tutti entro il 2015. E' la sfida per la quale si stanno battendo le Nazioni Unite, i governi dei paesi più poveri e le organizzazioni non governative come AVSI, lanciata al Forum Mondiale sull'Educazione nel 2000 a Dakar, in Senegal, che ha visto la partecipazione di oltre 1.100 persone provenienti da 164 paesi: "entro l'anno 2015 tutti i bambini del mondo dovranno accedere alla scuola primaria".
Il problema è serio, perché sono circa 104 milioni i bambini del mondo non iscritti alla scuola primaria. E questo significa che il 14% di tutti i bambini della Terra non riceve l'educazione di base. L'educazione per tutti è infatti uno degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio al quale tutti sono chiamati a collaborare, promuovendo programmi dedicati all'educazione, come fa AVSI, nei paesi in cui opera, con il programma di "sostegno a distanza".
Il sostegno a distanza di AVSI, che permette a una persona, famiglia o gruppo di amici in Italia di sostenere economicamente, per almeno un anno, bambini che vivono in condizioni di grande vulnerabilità a causa dell'estrema povertà e della guerra in corso, ha come obiettivo il miglioramento della qualità di vita del bambino, promuovendone l'educazione scolastica e le condizioni sanitarie, senza mai sradicarlo dal suo contesto familiare, sociale e culturale.
In Uganda sono oltre 4.000 i bambini già sostenuti a distanza dall'Italia, per un totale di 27.000 in tutto il mondo.
L'Articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti Umani (anno 1948) riconosce che l'educazione, insieme ad altri bisogni quali cibo, casa e acqua, è uno dei fondamentali diritti umani.
"Per suscitare in un bambino la fiducia in se stesso,
la stima e la consapevolezza delle proprie capacità, per stimolare la sua crescita come essere umano capace di affrontare la vita e le sue difficoltà, è necessario che, almeno una volta nella vita, abbia potuto fare l'esperienza di un incontro, di uno sguardo capace di valorizzarlo,
di dargli fiducia, di comprenderlo e di accoglierlo".
Lucia Castelli
pediatra, responsabile AVSI
per il recupero psicosociale degli ex bambini soldato
