L'espressione dei sentimenti per tornare alla normalità
Ogni intervento psicologico nel caso di disordini da stress post-traumatico non deve limitarsi a facilitare il racconto della cronologia degli eventi, ma deve anche permettere l'espressione dei sentimenti e delle emozioni collegate a questi eventi.
La cosa che provoca più sofferenza nella persona, soprattutto per un ex bambino-soldato, non è tanto il racconto cronologico dei fatti, ma le emozioni e i sentimenti provati durante tali esperienze. Quelli che più bloccano i processi di recupero e di sviluppo del bambino sono il senso di colpa, l'odio e la vendetta, il senso di abbandono e solitudine, la disperazione.
Lavorare con gli ex bambini-soldato significa aiutarli ad affrontare il loro vissuto doloroso, promuovendo l'espressione dei sentimenti e delle emozioni nelle sue diverse modalità, come il disegno, la danza, la rappresentazione teatrale, la scrittura.
Indicazioni date a un gruppo di insegnanti in Nord Uganda
per lavorare con gli ex bambini-soldato attraverso il disegno:
Far comporre dei disegni che descrivono tre diversi stadi:
1. descrivo qualcosa di brutto che è accaduto nella mia vita prima di oggi o in questo ultimo anno;
2. descrivo me stesso nel posto dove vivo oggi;
3. descrivo le mie speranze per il futuro, dove e con chi voglio vivere.
Suggerimenti di domande e input da dare al bambino per lavorare nei diversi stadi:
1. descrivi una situazione in cui ti sei sentito spaventato e/o molto triste e/o minacciato;
2. descrivi il posto e/o le persone (non dire mai al bambino di disegnarsi nella situazione: questo deve emergere, se emerge, spontaneamente);
3. descrivi te stesso nel tempo presente: il luogo dove vivi, la persona dello staff e/o tra i bambini che ami di più, cosa ti piace e cosa non ti piace della tua condizione attuale;
4. descrivi cosa vorresti diventare nel futuro, dove vorresti vivere e con chi, come sarai tu e come sarà la tua famiglia nel futuro.
