AVSI in Nord Uganda
"In Uganda ci troviamo dinanzi a una situazione peggiore di quella dell'Iraq,
la tragedia umanitaria nel Nord è la più grave del mondo".
E' quanto ha dichiarato il vicesegretario generale dell'Onu Jan Egeland, a fine novembre 2003.
La guerra civile in Nord Uganda ha causato oltre 20.000 vittime tra i civili, altrettanti bambini rapiti e costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare villaggi e terre coltivabili per cercare rifugio nei centri abitati o in campi-sfollati dove manca anche l'indispensabile per sopravvivere.
AVSI in Nord Uganda opera dal 1984 nel campo educativo e nell'emergenza umanitaria; svolge progetti per il recupero psicosociale degli ex bambini soldato, assiste e cura le vittime delle mine, gli sfollati, realizza progetti igenico-sanitari, promuove campagne di prevenzione e informazione sull'Hiv-Aids, coordina programmi formativi e professionali e sostiene le comunità.
Il conflitto in Nord Uganda ha colpito gravemente anche i servizi sanitari. Gli ospedali sono sovraffollati e il carico di pazienti supera di gran lunga il numero di letti disponibili. Per far fronte a questa emergenza sanitaria AVSI sostiene 5 ospedali: a Kitgum l'ospedale St. Joseph's e quello governativo; a Kalongo l'ospedale Ambrosoli; a Gulu l'ospedale governativo, il Laboratorio Ortopedico e l'ospedale Lacor.
Un grande problema che la guerra sta peggiorando è la malnutrizione. La maggior parte della popolazione, di origine contadina, fuggendo dai villaggi abbandona i campi coltivati e di conseguenza non ha più nulla da mangiare. Per far fronte a questo problema AVSI ha ristrutturato il reparto nutrizionale dell'ospedale St. Joseph di Kitgum e fornisce alla popolazione che vive nei campi-sfollati nei distretti di Kitgum e Pader dei kit di sementi, necessari per affrontare la cronica insicurezza alimentare.
